brividi musica

Hai mai provato brividi ascoltando musica?

Sei in viaggio, la tua musica preferita ti avvolge completamente nelle cuffie. Mentre la melodia raggiunge il suo culmine, un brivido ti percorre la schiena e le braccia, accompagnato da una sensazione di pura eccitazione. La voce dell’artista si unisce all’orchestra, creando un’armonia perfetta di suoni ed emozioni. Ti senti trasportato dalla potenza della musica, le lacrime agli occhi. È un momento magico, un’esperienza di puro godimento (Treccani, 2010).

Quel brivido non è solo una reazione fisica, ma il segno di un’emozione intensa che la musica ti può regalare. Come si può non rimanere affascinati ciò? Sicuramente è ciò che pensano gli amanti della musica, ma anche molti ricercatori curiosi di capire questo fenomeno! In questo articolo, esploreremo insieme cosa sono questi brividi e vedremo alcune spiegazioni che sono state proposte!

Diversi tipi di brividi

I ricercatori Bannister e Eerola (2023) hanno cercato di capire come mai le ricerche sul tema fallivano nel dare una spiegazione univoca a questo fenomeno, così, hanno condotto un esperimento per indagare se esistano diverse tipologie di brividi. Gli autori ipotizzavano che questa difficoltà ad inquadrare il fenomeno fosse determinata dal fatto che è più complesso di quanto non sembri, e con il loro esperimento hanno effettivamente ottenuto dei risultati in questa direzione.

Gli autori illustrano le precedenti teorie che hanno cercato di interpretare il fenomeno dei brividi.

La prima, chiamata “teoria della vigilanza“, ipotizza che la sensazione di brivido generata dalla musica sia dovuta alla pelle d’oca – un segnale di pericolo spesso associato a suoni che aumentano di volume, come se qualcosa si stesse avvicinando – ma anche dalle aspettative musicali e dall’incombenza uditiva. Quest’ultima è un fenomeno percettivo precoce per il quale viene data una maggiore attenzione agli oggetti uditivi che si avvicinano, piuttosto che a quelli che si allontanano (Ignatiadis et al., 2021).

Quindi, che sia una paura non cosciente e automatica a generare i brividi? Non si sa, tuttavia, questa teoria potrebbe spiegare come mai gli esseri umani provano i brividi musicali causati dai crescendo, dai cambi dinamici dei brani e dalle armonie improvvisate; fallirebbe, però, nello spiegare quello generato dalla voce umana, dalla poesia o dai film.

Una seconda teoria, conosciuta come “teoria del legame sociale”, suggerisce che l’attivazione cerebrale del sistema socio-emotivo generato dalla musica possa influenzare anche il sistema termoregolatorio, causando come effetto accidentale la sensazione di pelle d’oca. Questo avverrebbe perché sembra esistere una sovrapposizione a livello cerebrale tra queste funzioni. Quindi, semplificando, stimolazioni legate all’empatia, all’appartenenza sociale e all’imitazione degli altri porterebbero a intense connessioni emotive e a momenti di commozione che generano i brividi.  In questo contesto, la musica può favorire questo subbuglio emotivo. Questa teoria potrebbe spiegare come avvengono i brividi in casi non spiegati da quella precedente.

L’esperimento di Banister e Eerola

In questo contesto, Bannister e Eerola (2023) hanno ipotizzato di poter indurre e misurare due diversi tipi di brividi, frutto di una o l’altra teoria. Per fare ciò hanno giocato un po’ sia con le informazioni che vengono fornite prima dell’ascolto della musica, ma anche selezionando specifici brani o parti di essi al fine di amplificare il tipo di brivido generato.  La manipolazione della musica può essere fatta selezionando diverse parti dello stesso brano se questo presenta sezioni con cambi dinamici. Inoltre, gli autori hanno supposto che fornire informazioni prima dell’ascolto possa influenzare l’esperienza emotiva.

Gli autori si aspettavano che entrambi i tipi di brividi  potessero essere caratterizzati da sentimenti di  awe e/o commozione. L’awe (traducibile approssimativamente col termine “stupore-trascendenza”) è uno stato emotivo associato a interesse, fascinazione, sorpresa, minaccia, paura, sentirsi piccoli e a risposte associate al brivido; viene anche definito come un incontro tra vastità e bisogno di accomodamento cognitivo – ovvero l’aggiustamento delle proprie rappresentazioni mentali per comprendere meglio ciò che accade (Takano & Nomura, 2022) – questo sentirsi piccoli legato allo stato di awe potrebbe permettere di integrare al meglio il sé con il più allargato sistema sociale. L’awe sarebbe collegato alla teoria della vigilanza, per la sua componente di paura. La commozione invece è legata alla teoria della connessione sociale, in quanto suscitata da alla risposta vagale conseguente un senso di connessione.

Lo studio è riuscito a ottenere dei risultati che vanno nella direzione di un’effettiva esistenza di differenti tipologie di brividi. Gli autori hanno trovato che i brividi legati alla teoria della vigilanza permettono più facilmente di sperimentare awe,  fanno aumentare la sudorazione e diminuire la temperatura della pelle, mentre i brividi legati alla teoria del legame sociale fanno commuovere, fanno aumentare la temperatura della pelle e fanno sudare meno. In aggiunta, emerge che sia le esperienze caratterizzate da un senso di awe sia quelle che inducono una sensazione di essere trasportati possono essere maggiormente suscitate enfatizzando gli aspetti strutturali e sociali della musica.

Metodologia dello studio su brividi e musica

Nell’esperimento sono stati utilizzati quattro brani musicali, suddivisi in due blocchi di ascolto.

Nel primo blocco, i partecipanti hanno ascoltato due brani musicali diversi, con informazioni extramusicali fornite sul brano prima dell’ascolto; queste informazioni enfatizzavano o la struttura dinamica complessiva del brano (condizione di vigilanza) o descrivevano una narrazione emotiva che rifletteva lo sviluppo strutturale della musica (condizione sociale).

Nel secondo blocco, i partecipanti hanno ascoltato gli altri due estratti musicali, accompagnati da un’animazione visiva; questa poteva essere o un cerchio che aumentava o diminuiva di dimensione e velocità di movimento per riflettere l’intensità dinamica della musica (condizione di vigilanza), o un’animazione che comunicava una storia commovente (condizione sociale).

Per evitare distorsioni nei risultati dello studio dovuti all’ordine di presentazione degli stimoli o alla stanchezza dei partecipanti, l’ordine degli stimoli è stato casuale all’interno di ciascun blocco sperimentale. Tuttavia, l’ordine dei blocchi sperimentali è rimasto costante (informazioni extramusicali seguite da accompagnamento visivo).

I partecipanti all’esperimento segnalavano la presenza di brividi tramite pressione di pulsanti, venivano anche misurate la sudorazione e la temperatura della pelle durante le segnalazioni di brividi, e un  indice emotivo di “stupore-trasporto” calcolato dalle valutazioni di stupore e commozione.

I partecipanti all’esperimento hanno ascoltato tutti e quattro gli stimoli, ma sono stati assegnati ad un solo gruppo.

Brani musicali utilizzati per suscitare i brividi

Per ognuno degli stimoli utilizzati forniamo il materiale messo a disposizione dagli autori e gli eventuali video musicali tratti da youtube, se disponibili.

Glósóli – Sigur Rós
Questo brano ha una durata di 6 minuti e 40 secondi ed è un efficace stimolatore di brividi. Il brano contiene solo testi in islandese e segue una struttura musicale semplice, con una progressione armonica di base che cambia nel ritornello e verso la sezione finale, dove la musica aumenta gradualmente in dinamica e densità strutturale, fino a un climax caratterizzato da un improvviso cambiamento dinamico e strutturale

https://www.youtube.com/watch?v=Bz8iEJeh26E

Prayer – Ernst Bloch
Questo brano è eseguito sul violoncello con accompagnamento di archi, ha una durata di 5 minuti, è stato utilizzato in studi precedenti sulla musica e sulle emozioni, ed è stato segnalato come stimolatore di brividi su siti come Quora e YouTube. Il brano è caratterizzato in tutto da una melodia prominente sul violoncello e segue una struttura semplice, con un climax dinamico e tessiturale che arriva negli ultimi momenti del brano.

https://www.youtube.com/watch?v=j1Nla07BFbQ

Pines of Rome 4th Movement – Ottorino Respighi

Questo brano è stato associato ai brividi attraverso forum online e social media. Il brano dura 5 minuti e 40 secondi e può essere diviso grossolanamente in due sezioni: la prima è un lungo e costante aumento della densità dinamica e strutturale che dura oltre due minuti; la seconda inizia con un brusco crescendo e climax dinamico, accompagnato da cambiamenti di tonalità, pitch chroma e orchestrazione.

https://www.youtube.com/watch?v=pMeXzqTfNcY

Behind the Door – Nobuo Uematsu
Questo brano era un estratto della colonna sonora di un videogioco, proveniente da Final Fantasy IX, che dura 2 minuti e 5 secondi, assomiglia a colonne sonore emotive di film utilizzate nel lavoro sulla musica e sulle emozioni ed è stato associato ai brividi attraverso forum online sui social media. Scritta per accompagnare una scena animata, la musica è espressiva, con un motivo ritmico di archi e legni in una tonalità maggiore, che diventa tranquilla e si sposta alla relativa tonalità minore prima di un crescendo finale e un picco dinamico nella musica; questo momento nella musica era stato originariamente scritto per sincronizzarsi con un riunione sullo schermo tra due personaggi, un esempio prototipico che suscita commozione.

https://www.youtube.com/watch?v=TsOZaQyl6xM

Conclusioni

Lo studio presentato è affascinante perché ci offre una visione più empirica e diretta del fenomeno dei brividi provocati dalla musica. Mentre gran parte della letteratura esistente sull’argomento è principalmente esplorativa e teorica, basata su testimonianze e racconti personali, questo studio si distingue.

Tuttavia, in questo viaggio verso la comprensione dei brividi musicali, ci sono ancora molte strade da percorrere e molte domande da esplorare. E ciò è positivo, è proprio questa curiosità e questo desiderio di conoscenza che motivano gli esseri umani nel compimento di scoperte innovative. La prossima volta che vi capita di sperimentare brividi musicali provate a interrogarvi su cosa state provando, su cosa potrebbe aver generato questa sensazione e come poterla stimolare nuovamente. Cerca di capire se i tuoi brividi sono riconducibili alla teoria della vigilanza o a quella del legame sociale, o, magari, a nessuna delle due! Rifletti un po’ e chissà che non venga proprio da te un’idea vincente per una migliore comprensione del fenomeno. Nel frattempo, puoi esplorare più nel dettaglio lo studio precedentemente menzionato, scoprendo che musica è stata utilizzata e in che modo.

 

Laura Casetta e Arturo Palma

Bibliografia

Per un approfondimento molto più esaustivo e completo seppur non di semplice lettura si consiglia l’articolo:

Bannister, S., & Eerola, T. (2023). Vigilance and social chills with music: Evidence for two types of musical chills. Psychology of Aesthetics, Creativity, and the Arts, 17(2), 242–258. APA PsycInfo. https://doi.org/10.1037/aca0000421

Altre fonti citate:

Ignatiadis, K., Baier, D., Tóth, B., & Baumgartner, R. (2021). Neural Mechanisms Underlying the Auditory Looming Bias. Auditory Perception & Cognition, 4(1–2), 60–73. https://doi.org/10.1080/25742442.2021.1977582

Takano, R., & Nomura, M. (2022). Neural representations of awe: Distinguishing common and distinct neural mechanisms. Emotion, 22(4), 669–677. https://doi.org/10.1037/emo0000771