ansia da performance gestire

Ansia da performance nei musicisti

La passione per la musica può essere un’esperienza entusiasmante, ma quando l’ansia da performance entra in gioco, può mettere a dura prova la nostra sicurezza e il nostro benessere. In questo articolo, esploriamo insieme come nasce l’ansia da performance musicale da quello che può sembrare un piccolo dubbio.

All’inizio c’era solo un innocuo dubbio

Tutti noi abbiamo iniziato a suonare e amiamo la musica perché in qualche modo la musica è stata il mezzo per toccare quella magia antica e profondamente radicata dentro di noi che deriva dal flow e dal sentirci interconnessi.

Ma quando la musica diventa parte della nostra identità, perché siamo dei professionisti, ci sembra che intorno a noi le persone inizino a guardarci in modo diverso, che inizino ad aspettarsi da noi che siamo infallibili.

Allora arriva una vocina nella testa che inizia a confrontarci con gli altri. Questa vocina apparentemente saggia e preoccupata per il nostro futuro insinua dei dubbi: “Sei sicuro di essere all’altezza?”, “E se non ce la fai e deludi tutti?”.

Non pensarci!

Cerchiamo di comprendere cosa succede da un punto di vista psicologico quando si insinua il dubbio e perché è così importante nell’ansia da performance.

Prova a non pensare a un mammut travestito da renna, magari con un cerchietto buffo in testa o che finge di trascinare la slitta di Babbo Natale! Leggi le prossime righe senza pensare a quell’animale buffo che ti ho appena nominato. Rimani concentrato, pensa alla tua ansia, se vuoi, al brano che stai studiando o che devi eseguire prossimamente. L’importante è che la tua mente non vada proprio lì dove non deve andare. Fai anche una pausa dalla lettura per concentrarti di più. Chiudi gli occhi, fai cinque respiri. L’importante è che in questi cinque respiri non pensi a quell’animale proibito…

non pensare al mammut

Difficile vero? Nota come probabilmente il mammut travestito da renna non è un’immagine su cui la tua mente ti intrattiene spesso (credo!), eppure, cercando di controllare questo pensiero, è diventato in qualche modo predominante nella tua testa. Qualunque cosa tu abbia fatto per non pensarci, l’hai fatto per il mammut travestito da renna, era legato a lui. Così anche se hai pensato a delle banane gialle, in realtà dietro le banane la tua attenzione era sul mammut travestito da renna e a controllare che non ci fosse! E poi, nel pensare alle banane gialle probabilmente avrai notato lo sforzo di tenere la concentrazione sulle banane.

Lo sforzo era motivato dal resistere alla tentazione del mammut travestito da renna. Ora, solo perché ti ho chiesto di non pensare al mammut travestito da renna, questa immagine ha iniziato a tormentarti e ad avere il controllo su di te, quindi pensa cosa succede con il pensiero di non essere all’altezza, o con la paura di non farcela.

L’istinto ci dice che la soluzione è il controllo, ma più cerchiamo di controllare, più rinforziamo il dubbio.

Nasce l’ansia da performance

È così che nasce l’ansia da performance. Proprio nel cercare rassicurazione da quell’innocuo dubbio che senza chiederlo prima o poi arriva. Iniziamo a studiare per suonare bene, impariamo esercizi di rilassamento e respirazione per suonare bene, facciamo corsi e leggiamo libri sull’ansia da performance, per suonare bene! Ma questo bene cela dentro di sé e in modo indissolubile il male, vale a dire quel giudizio da cui cerchiamo di scappare e che significa esclusione, isolamento, fine della nostra carriera.

La performance ci intrappola, perché suonare bene e avere sollievo dal dubbio e dalla paura diventano l’obiettivo del suonare. Più inseguiamo la performance perfetta che dissolva tutti i nostri dubbi, più ci disconnettiamo dal senso del suonare e dagli altri. E così ci allontaniamo dal flow, l’unico modo per avere davvero quella performance pazzesca che ci fa toccare il cielo con un dito, e che arriva non perché siamo stati migliori degli altri, ma perché ci siamo veramente connessi.

La performance ci continua a puntare l’attenzione su come suoniamo. Ma il vero punto è perché suoniamo.

E poi?

Cosa fare quando l’ansia ci attanaglia, crea tensione e ci fa tremare le mani? Chiaramente non esiste una pozione magica o un incantesimo che faccia sparire l’ansia e ci faccia sentire perfettamente a nostro agio e al sicuro. Dobbiamo ricostruire dentro di noi il senso che per noi ha suonare, ritrovare il bello che ci ha guidati a scegliere questa professione e togliere tutti quegli strati di credenze, dubbi e false profezie che negli anni hanno offuscato la bellezza del suonare. Questo viaggio richiede di allenare la nostra mente a fare qualcosa di diverso e inizia quando siamo a casa e stiamo studiando.

L’argomento è lungo, ma ci sono tre tappe fondamentali attraverso le quali dobbiamo passare.

1- 𝑹𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂: 𝒍’𝒂𝒏𝒔𝒊𝒂 𝒔𝒊 𝒏𝒖𝒕𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒂 𝒄𝒖𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆
Innanzitutto dobbiamo comprendere come funziona il nostro cervello. Non è colpa nostra se proviamo ansia, ma di come è fatto il nostro cervello… e il nostro cervello è biologicamente attratto dai problemi e dai potenziali problemi, per cui se lasciamo libera la nostra attenzione di dirigersi dove vuole, andrà su tutte le potenziali minacce possibili. L’ansia si nutre di quello a cui prestiamo attenzione: se prestiamo attenzione ai segnali d’ansia e ai pensieri catastrofici, l’ansia si nutre e si ingrandisce!

2- 𝑺𝒑𝒐𝒔𝒕𝒂 𝒍’𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆!
Se vogliamo gestire l’ansia dobbiamo imparare a spostare l’attenzione deliberatamente, il che non significa distrarci, ma spostarla su stimoli neutri, come il sentire i nostri piedi ben appoggiati a terra e sul perché suoniamo. Spostare l’attenzione non è qualcosa che avverrà in automatico, l’attenzione, infatti, va allenata. Impara qualche tecnica di mindfulness, di respiro consapevole e impara, quando ti distrai, a riportare la tua attenzione sul tuo respiro e sul tuo corpo. Più pratichi questi esercizi, più ti sentirai a casa nel tuo corpo e le sensazioni “neutre” ti aiuteranno sul palco, proprio come un abbraccio caldo di una persona amica e che crede in te.
Se vuoi provare una pratica per centrarti, ascolta il file audio con la pratica della montagna.

3- 𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒄’è 𝒅𝒊 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐𝒏𝒂𝒓𝒆?
Quando le ancore “neutrali” ti hanno aiutato a sentirti più centrato, sposta l’attenzione sul bello, sulle persone vicine a te, su cosa rende così importante suonare, alimenta e nutre sentimenti positivi, che ti fanno sentire connesso e ci aiuteranno a ricentrarti.

Questi tre passaggi sono fondamentali, tuttavia, non sono così semplici da mettere in atto. Se vuoi saperne di più contattaci e scopri il nostro training per allenare la mente a gestire l’ansia da performance o iscriviti alla newsletter per essere aggiornato sui nostri workshop di gruppo per gestire l’ansia da performance.

 

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